La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU), tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999.
Non si tratta di una data casuale, ma è stata scelta in ricordo del brutale assassinio delle tre sorelle dominicane Mirabal, avvenuto il 25 novembre del 1960, torturate e massacrate dagli agenti del Servizio di informazione militare del dittatore Rafael Leónidas Trujillo, per il loro impegno nella lotta al regime.
Il 25 novembre segna anche l’inizio dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” precedenti alla Giornata mondiale dei diritti umani, che ricorre il 10 dicembre di ogni anno, promossi nel 1991 dal Center for Women’s Global Leadership (CWGL) e sostenuti dalle Nazioni Unite, per sottolineare che la violenza contro le Donne è una violazione dei diritti umani.
Il nostro Centro Antiviolenza da anni è attivo nella celebrazione di questa Giornata con eventi volti alla sensibilizzazione e al contrasto del fenomeno della violenza di genere, inseriti all’interno del programma della rassegna “Società Per Relazione” promossa dall’Assessorato alle Politiche e Culture di Genere del Comune di Ravenna.

25 Novembre negli anni

25 NOVEMBRE 2020: #LARETEPUÒ

Il videoprogetto #LARETEPUO è uno strumento semplice e diretto per dare voce a protagonisti e alle protagoniste della rete di sostegno, nel tentativo di rendere visibile l’intero sistema che supporta il lavoro quotidiano di Linea Rosa.
Ventidue professionisti e professioniste appartenenti a Istituzioni, forze dell’ordine, dirigenti e operatori dei servizi sociali e sanitari, associazioni, magistratura e avvocatura hanno lanciato un messaggio di incoraggiamento alle Donne, condividendo la propria quotidianità sul campo e all’interno del sistema di aiuto.
Grazie a #LARETEPUÒ abbiamo potuto ribadire a tutte le Donne che possono essere sostenute e accompagnate nel loro percorso di uscita dalla violenza con l’appoggio di una solida rete di sostegno.

25 NOVEMBRE 2019: COM'ERI VESTITA? - WHAT WERE YOU WEARING?

Nel 2019, nei giorni precedenti e successivi al 25 novembre, abbiamo organizzato una serie di attività di sensibilizzazione. Iniziammo con l’inaugurazione della mostra “Com’eri vestita”/“What Were You Wearing” all’interno di una delle sale d’aspetto della Stazione Ferroviaria di Ravenna.
L’idea espositiva, importata in Italia grazie all’Associazione Libere Sinergie di Milano e proposta per la prima volta in Romagna da noi, aveva preso ispirazione da un progetto di Jen Brockman, del Centro per la prevenzione e formazione sessuale di Kansas, e da Mary A. Wyandt-Hiebert, del Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas, che nella primavera del 2013 avevano proposto una mostra simile.
La mostra si pone l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle Donne partendo da una domanda, purtroppo ancora ricorrente, volta ingiustamente a chi subisce molestie o violenza sessuale: “Com’eri vestita?”. È un quesito fazioso, che sottende ottusi stereotipi, gravemente ingiusti, motivo di ferite emotive e psicologiche per la Donna vittima di violenza, poiché presuppone l’idea che avrebbe potuto evitare lo stupro, se solo avesse indossato abiti diversi.
La mostra si propone di smantellare tale pregiudizio partendo dal racconto di storie di abusi poste accanto agli abiti in esposizione, che rappresentano in maniera fedele l’abbigliamento che la vittima indossava al momento della violenza.
Nello stesso anno, per sottolineare l’ingiustizia di tali stereotipi, tristemente avvalorata da pronunce giudiziarie, quali il n. 1636, la “sentenza dei jeans” del 1999, organizzammo anche due speciali performance in Piazza del Popolo insieme ai ragazzi e alle ragazze delle scuole superiori. La prima eseguita dalla performer Marinella Freschi e la seconda dai ragazzi dell’Accademia del Musical. Il tutto seguito da un momento di confronto con le studentesse e gli studenti in sala preconsiliare.

25 NOVEMBRE 2018: #IOPOSSO

Nel 2018, in linea con l’idea di guerilla già adottata due anni prima, abbiamo letteralmente inondato Piazza del Popolo a Ravenna con una marea di scarpe rosse. Un gesto semplice quanto d’impatto, per ricordare e ricordarci tutte le vittime di femminicidio. 
Non solo, la lettura di alcuni brani tratti dal libro “II male facile: femminicidi quotidiani”, per voce dell’attore Alessandro Braga, e la partecipazione di uomini ravennati eterogenei per età, professione e impegno sociale ha contribuito a lanciare un messaggio forte affinché nessuno rimanga passivo rispetto al tema della violenza di genere. Una performance nata nell’ambito del progetto del fotografo ravennate Giampiero Corelli “Dante esule” sul tema del femminicidio.

23 - 29 NOVEMBRE 2017: UN PONTE PER NON CADERE

Nel 2017, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, abbiamo organizzato per l’intera settimana dal 23 al 29 novembre un’installazione speciale in Piazza del Popolo fruibile da tutta la cittadinanza
Con l’aiuto dei ragazzi del Liceo Artistico Pier Luigi Nervi di Ravenna e con la collaborazione di Andrea Bernabini, abbiamo presentato un “percorso esperienziale” attraverso il quale mettere in connessione emotività e vissuto, così da consentire al partecipante di “superare il ponte” e provare a mettersi nei panni di una Donna maltrattata.

25 NOVEMBRE 2016: GHOST WOMEN. DONNE FANTASMA. DONNE

Senza volto, umane, fragili come fossero donne di carta. È proprio da questa l’idea che il 25 novembre 2016 ci ha portato ad intraprendere un vero e proprio progetto di Guerrilla Marketing ed installare, in ogni angolo della città di Ravenna, 500 sagome di donne stilizzate, realizzate in cartone e in pvc caratterizzate dallo slogan #IOPOSSO. Cinquecento sagome come la media delle Donne che ogni anno si rivolgono al nostro Centro di prima accoglienza. Un modo diretto e d’impatto per mettere i cittadini di fronte all’evidenza di una tematica attuale, ma mai abbastanza discussa. 
È difficile immaginare la propria vicina di casa, la compagna di banco o la commessa del negozio preferito mentre subisce una violenza di qualsiasi genere. Attraverso questo progetto, abbiamo voluto concedere uno spazio materiale a queste donne invisibili, insinuando nello spettatore curiosità e attenzione. L’hashtag #IOPOSSO è inoltre rappresentativo del messaggio che volevamo trasmettere e che sempre sottolineiamo, ovvero che uscire dalla violenza si può.