PROGETTI CON MINORI & AUTO-MUTUO AIUTO

Nella relazione violenta la donna non è solo danneggiata fisicamente, psicologicamente, emotivamente e cognitivamente, ma viene danneggiata anche nella sua relazione con il/la figlio/a e nelle sue competenze di madre. Critiche ingiustificate e osservazioni offensive da parte dell’autore dell’abuso svalutano la donna nel proprio ruolo di madre e moglie: “Tu sei la responsabile dell’educazione e non sei in grado di cavartela nemmeno con il bambino”. Diventa, quindi, importante il sostegno alla maternità, rivalutando il ruolo della donna come soggetto–risorsa. Il bambino che vive in un clima violento, e subisce violenza diretta o assistita, invia segnali, lascia indizi per richiamare l’attenzione.
Il bambino chiede aiuto, spesso attraverso un comportamento sintomatico, oppure dice qualcosa: quello è un momento preziosissimo, perché se non viene ascoltato potrebbe non esserci una seconda opportunità. L’ospitalità con la propria madre in una struttura protetta costituisce  nella vita di un bambino una situazione anomala, spesso il cambiamento avviene in modo affrettato e con una scarsa preparazione, ci si ritrova in un luogo sconosciuto, e si deve condividere il nuovo spazio con altre donne ed altri bambini.
E’ una rottura con la precedente vita, anche se questa presentava fattori di rischio, è una specie di “terremoto” per il bambino  e può  portare ad un disagio che è importante monitorare. Trovarsi finalmente in un luogo sicuro e al riparo dalla violenza permette al/la bambino/a quell’espressione del disagio che prima la paura della violenza impediva. Da questa riflessione sono scaturiti i progetti Sostegno alla Genitorialità e Ascoltare i minori.

Il progetto Ascoltare i minori ha la finalità principale di dare ascolto ed accoglienza alle/ai bambine/i ospiti, mentre il progetto Sostenere la genitorialità di lavorare con le madri sulla loro capacità genitorialità, in modo tale da offrire un miglior sostegno alle necessità delle/i loro figlie e figli, incrementando il loro benessere riconoscendo la madre come soggetto attivo e protagonista di scelte. I progetti pur essendo distinti, nella loro aspetto pratico si sovrappongono.

Le aree di intervento sono:

  • Il progetto di osservazione

  • Il sostegno ai compiti

  • Il baby sitting

  • Il sostegno alla genitorialità

Le fasce di età dei minori osservati vanno dalla prima infanzia ai 18 anni. I minori maschi ospitati nelle case rifugio non possono superare i 14 anni. Le osservazioni sul minore vengono svolte in gruppo o individualmente.

A livello metodologico viene utilizzata l'osservazione dei giochi spontanei e l'arte terapia. Il gioco è la situazione perfetta in cui il bambino si esprime a tutti i livelli (corporeo, psico-affettivo, relazionale, creativo, cognitivo). Con l'aiuto di materiali "facilitatori" (teli e fuolard di stoffa, pupazzi, giochi da tavola, plastilina) si lasciano i bambini agire in libertà, con la supervisione di un adulto come garante della sicurezza.
Molta attenzione è data anche a ciò che riferiscono verbalmente sulle relazioni che hanno con chi è assente fisicamente, ma col quale esiste una relazione affettiva significativa (per esempio il padre dal quale sono separati a causa dell'ospitalità, i nonni o chiunque altro appartenente alla sfera affettiva). I bambini utilizzano l'arte per esprimerei propri sentimenti e le emozioni ch enon sarebbero altrimenti in grado di verbalizzare. Disegnare, dipingere, modellare, scrivere poesie, fare teatro, musica o raccontare favole può aiutarli a liberarsi delle tensioni e dell'ansia accumulate.

Per i minori che frequantano la scuola dell'obbligo diventa importante il sostegno ai compiti, in quanto anche l'osservazione del percorso scolastico offre segnali importanti sullo stato del bambino e sul suo eventuale disagio: principalmente, il caso del rendimento scolastico e le difficoltà diattenzione. I momenti di bay sitting sono indirizzati verso giochi di gruppo o attività creative-manuali che si strutturano, comunque, partendo da proposte degli stessi bambini e possono rappresentare momenti di coinvolgimento per tutti i minori presenti, indipendentemente dall'età (tenendo conto ovviamente del desiderio degli stessi a partecipare).

E' anche importante preparare i bambini rispetto come sarà la vita nella Casa Rifugio e agli inevitabili cambiamenti a cui andranno incontro rispetto alle loro abitudini, così da cercare di fornire un senso di sicurezza (naturalmente questa preparazione viene fatta considerando l'età del bambino). Offrire la possibilità di espriremere il disagio, il vissuto rispetto alla violenza subita e il loro pensiero rispetto all'ospitalità nelle Case Rifugio, aumenta l'autostima del minore abusato o maltrattato, primo importante traguardo verso il superamento delle conseguenze traumatiche che le violenze subite provocano.

E' importante altresì promuovere, all'interno della Casa Rifugio, un ambiente supportivo e accettante, offrendo ai minori l'opportunità di sostenersi a vicenda e d'imparare nuovi ed efficaci modi per interagire e per comunicare le loro emozioni, i loro pensieri e i loro bisogni, educandoli alla gestione del conflitto.

Il lavoro sulla genitorialità viene svolto con incontro settimanali con la coppia madre-bambino in cui si osservano le interazioni, in cui possono vivere situazioni e momenti pensati appositamente per loro, aiutando la madre a lavorare sul "qui ed ora" sulle sue difficoltà interattive con il bambino, contenendo i dubbi e le ansie nella sua relazione con la/il bambina/o rispetto alla propria capacità genitoriale. Vengono inolter utilizzate una serie di domande e richieste, di esempi concreti, problem solving, al fine di riportare l'attenzione della donna sulla relazione con la/il bambina/o, dove il comportamento, l'atteggiamento e il corpo sono atti della/del bambina/o che hanno un senso. Una valutazione della genitorialità e il recupero delle competenze genitoriali, gli interventi riparativi ed adeguati finalizzati a ristabilire una "sana" relazione con l'adulto, l'ascolto del minore, sono tutte tappe irrinunciabili se si vuole parlare di efficace presa in carico di casi, nonchè di prevenzione, anche rispetto agli effetti a lungo termine e alla trasmissione intergenerazionale della violenza.

 

I Gruppi di Auto Mutuo

 

Ogni anno l’associazione organizza gruppi di auto e mutuo aiuto con i seguenti obiettivi:

  1. Conoscersi di più per vivere meglio un rapporto affettivoDare nome, forma e movimento alla sofferenza o al disagio

  2.  Permettere al disagio di essere riconosciuto, accolto, rassicurato e contenuto.

  3. Accogliere e stimolare l’espressione delle emozioni.

  4. Ricevere solidarietà, incoraggiamento e sostegno.

  5.  Dare consapevolezza e rinforzo delle proprie risorse e ritrovare un proprio equilibrio fisico ed emotivo.

  6. Ricevere informazioni.