NOTIZIE

Tutte le notizie di Linea Rosa, Centro Antiviolenza attivo sul territorio ravennate.

LINEA ROSA C'È

Linea Rosa non si ferma. Le nostre operatrici, pur nel rispetto delle misure imposte per il contrasto all’emergenza in corso, sono a disposizione di chiunque ne avesse bisogno secondo i seguenti orari: 

- Ravenna dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19; il sabato dalle 9 alle 15 mentre alla domenica dalle 12 alle 18

- Russi: il martedì  dalle 9,00 alle 15,00

- Cervia: il lunedì dalle  12.30 alle 18.30

Ricordiamo che in tutti gli altri orari è attivo un servizio di reperibilità h24 attivabile per emergenze da Forze dell’Ordine e Pronto Soccorso

 L'INIZIATIVA DI LINEA ROSA A SOSTEGNO DELLE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

Una campagna di sensibilizzazione sociale per ricordare a tutte le donne vittime di violenza domestica che non sono sole. Neppure in questo momento di convivenza forzata con il proprio aguzzino. È questo il messaggio che Linea Rosa vuole lanciare e diffondere. Per farlo chiede l’aiuto di tutt* i/le cittadin*, chiamati a fare eco al Centro Antiviolenza ravennate al grido social di #IOPOSSO #TUPUOI NON SEI SOLA.

 

Secondo un’analisi svolta a campione dalla Casa delle Donne di Bologna insieme al Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza in 4 realtà locali quali Lugo, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, a marzo 2020 sono aumentate del 17% anno su anno le richieste di ospitalità. In particolare emerge che in oltre i due terzi dei casi (67%) si tratta di violenze fisiche e che, come si può facilmente intuire, gli autori sono sempre più spesso coniugi e conviventi (70% dei casi nel 2020 contro il 57% del 2019). 

 

I numeri dunque mostrano una vera e propria emergenza nell'emergenza, da affrontare e arginare. Una situazione drammatica che si sta profilando silenziosa in questo periodo in cui troppe donne sono costrette a condividere gli spazi con il proprio maltrattante.

Dopo quasi 50 giorni di lockdown ognuno di noi può immaginare la sensazione di solitudine e isolamento che trasformano il “nido casalingo” in una prigione dalla quale si vorrebbe fuggire. Una condizione vissuta quotidianamente dalle donne maltrattate, esasperata oggi più che mai.

 

Uniamoci dunque in un gesto solidale per dare sostegno e voce a queste donne e dire loro che non sono sole. Nè ora nè mai.

 

Come? Basta riprodurre una sagoma di donna (o stamparla scaricando il disegno dai canali social di Linea Rosa); personalizzarla dando sfogo alla propria creatività e scrivendovi accanto il messaggio di solidarietà: #ioposso #tupuoi NON SEI SOLA.

Infine è sufficiente appendere il disegno alla finestra, fotografarlo e condividere lo scatto sui social taggando @linearosa_ra .

Un piccolo gesto che ci auguriamo possa innescare un tam tam tale da arrivare agli occhi e alle orecchie di tutte le donne che subiscono violenza dando loro conforto e aiuto.

Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna:
ecco i dati delle donne accolte a marzo 2020 e i perché del calo di richieste di aiuto durante l’emergenza Covid–19 

Il Covid-19 non ha fermato l’attività dei Centri antiviolenza né in Emilia Romagna né in Italia, né altrove. Le modalità di lavoro si sono adeguate ai vari diktat emessi dal nostro governo per affrontare l’emergenza sanitaria, ma le attività sono continuate sia nei Centri antiviolenza, sia nelle case rifugio ad indirizzo segreto. È continuato il sostegno alle donne che già avevano preso contatto con un Centro antiviolenza, attraverso colloqui personali, per chi poteva muoversi e raggiungere il Centro; telefonici o via Skype per le altre. È continuata l’attività con le donne nuove che si sono rivolte per la prima volta ad un Centro antiviolenza in questo periodo così difficile e duro per tutte e tutti, ma in particolare per chi si è trovata a convivere h24 con un uomo maltrattante.
 

Mettendo a confronto i dati relativi al mese di marzo 2020 con quelli dello stesso mese dell’anno precedente, il 2019, si registra complessivamente un calo delle richieste di aiuto provenienti da donne nuove, che non avevano mai preso prima contatto con un Centro – o che lo avevano fatto diversi anni or sono – di circa il cinquanta per centro (-53%).
Un dato che si presenta simile – seppure con percentuali diverse – in quasi tutti i Centri.

Un’analisi a campione, fatta sui dati di 4 centri (Lugo, Ferrara, Modena, Reggio Emilia), così come la testimonianza diretta di diverse operatrici, evidenzia che in questo mese di marzo 2020 – rispetto allo stesso mese del 2019 - sono aumentate le richieste di ospitalità e specialmente le richieste di ospitalità in emergenza o le richieste avanzate in una situazione di emergenza. I dati raccolti dicono di una differenza di 17 punti percentuali, in relazione agli stessi Centri, sono il 28% delle donne che lo chiedono contro l’11% del 2019. Dalla stessa analisi emerge inoltre che le donne che hanno chiesto aiuto in questo mese di marzo 2020 sono un po' più giovani, l’età media è di 39 anni nel marzo 2020, contro i 43 del 2019; sono più spesso donne senza figli/e, nel marzo del 2020 le donne nuove vittime di violenza che hanno chiesto aiuto, con figli/e sono pari al 69%, nello stesso mese del 2019 erano l’82%; sono più spesso vittime di violenze fisiche, nel marzo del 2020 lo è il 67% delle donne nuove accolte, contro il 53% dello stesso mese del 2019. Come si può facilmente immaginare gli autori delle violenze sono più spesso che non nel 2019 coniugi e conviventi, lo è complessivamente il 57% degli autori nel 2019 contro il 70% attuale. 

Come si può facilmente immaginare, spesso, le donne che si rivolgono ai Centri antiviolenza lo fanno all’insaputa dei loro partner, per evitare di aumentare la tensione o l’esplodere di nuove violenze. Fra coloro che vivono situazioni di violenza più gravi, dove ciò che è in gioco è la propria integrità psico fisica o la vita stessa e/o quella dei figli/e, sappiamo dall’esperienza di accoglienza e da altre ricerche, che la percezione di pericolo per la propria incolumità e per quella dei figli/e fino ad un certo livello di gravità può agire da fattore scatenante la richiesta di aiuto, oltre un certo livello di gravità  può agire da deterrente. Da qui l’importanza di far conoscere il più possibile le risorse che i Centri possono offrire, anche attraverso l’attivazione delle reti territoriali, laddove esistono. Da questo punto di vista, come sottolinea chi lavora prevalentemente con donne di altri paesi la situazione delle donne migranti risulta, in tempo Covid-19, doppiamente penalizzata, poiché alla scarsa conoscenza della lingua italiana può aggiungersi una scarsa informazione delle possibilità attivabili da parte delle istituzioni e della legge italiana.

 

Rimane, per tutte, il problema del “dopo ospitalità”, della difficoltà aumentata in modo esponenziale, in questo periodo di chiusura e di stallo generale, a costruire dei percorsi di autonomia oltre l’emergenza e l’ospitalità in luoghi preziosi come le case rifugio, che offrono protezione da uomini maltrattanti, persecutori e pericolosi, ma pensati per far fronte a situazioni contingenti di “temporanea” per quanto grave difficoltà.

#NOICISIAMO

Anche se costrette in casa 24 ore su 24 insieme, esiste il modo per denunciare in sicurezza le violenze subite.

Il video vi mostra quali sono.

 


Per  reperire i numeri di telefono del centro D.i.Re più vicino a voi clicca su questo link:

https://www.direcontrolaviolenza.it/d-i-re-tutti-i-numeri-telefonici-dei-centri-antiviolenza/

PASQUA 2019

Linea Rosa ringrazia i Nonni del centro La Quercia di Ravenna per aver donato le uova di Pasqua ai bambini ospiti delle case rifugio gestite dal Centro Assistenza. Tanti auguri a tutti!

Si precisa infine che le chiamate pervenute ai Centri di Russi e Cervia al di fuori dei suddetti orari vengono prese in carico dal nucleo operativo di Ravenna