I progetti di Linea Rosa

L’accoglienza Una donna può mettersi in contatto con il Centro di Prima Accoglienza di Linea Rosa quando si trova in un momento di particolare tensione della relazione violenta in cui è costretta. Non è ancora un passaggio dalla passività all’azione, ma un mutamento di obiettivi che determina una scelta diversa di strategie. La svolta avviene nel momento in cui la donna dice a se stessa “Basta!” e a partire da questa decisione affronta la paura delle possibili reazioni violente del partner e, spesso, delle conseguenze economiche ed emotive derivanti dalla possibilità di interrompere la relazione violenta. A quel punto in che modo possiamo aiutarla?
  • Offrendole un luogo in cui raccontare la sua storia (senza giudicare le strategie di sopravvivenza scelte dalla donna e rafforzandola sul fatto che lei non ha colpa della violenza agita)
  • Offrendo un’indicazione chiara sulle risorse disponibili, sia interne all’Associazione sia sul territorio (Servizi Sociali, Sportello di orientamento al lavoro, Forze dell’ordine, ecc.);
  • Predisponendo un piano di sicurezza in caso di grave pericolo (esempio, ospitalità in albergo per alcuni giorni necessari a formulare un progetto di ospitalità in casa rifugio, oppure in altro luogo protetto a seconda della situazione).
 I progetti sui minori Nella relazione violenta la donna no è solo danneggiata fisicamente, psicologicamente, emotivamente, psicologicamente, emotivamente e cognitivamente, ma viene danneggiata anche nella sua relazione con il/la figlio/a e nelle sue competenze di madre. Critiche ingiustificate e osservazioni offensive da parte dell’autore dell’abuso svalutano la donna nel proprio ruolo di madre e moglie: “Tu sei la responsabile dell’educazione e non sei in grado di cavartela nemmeno con il bambino”. Diventa, quindi, importante il sostegno alla maternità, rivalutando il ruolo della donna come soggetto–risorsa. Il bambino che vive in un clima violento, e subisce violenza diretta o assistita, invia segnali, lascia indizi per richiamare l’attenzione. Il bambino chiede aiuto, spesso attraverso un comportamento sintomatico, oppure dice qualcosa: quello è un momento preziosissimo, perché se non viene ascoltato potrebbe non esserci una seconda opportunità. L’ospitalità con la propria madre in una struttura protetta costituisce  nella vita di un bambino una situazione anomala, spesso il cambiamento avviene in modo affrettato e con una scarsa preparazione, ci si ritrova in un luogo sconosciuto, e si deve condividere il nuovo spazio con altre donne ed altri bambini. E’ una rottura con la precedente vita, anche se questa presentava fattori di rischio, è una specie di “terremoto” per il bambino  e può  portare ad un disagio che è importante monitorare. Trovarsi finalmente in un luogo sicuro e al riparo dalla violenza permette al/la bambino/a quell’espressione del disagio che prima la paura della violenza impediva. Da questa riflessione sono scaturiti i progetti “Sostegno alla Genitorialità” e “Ascoltare i minori”.Il progetto “Ascoltare i minori” ha la finalità principale di dare ascolto ed accoglienza alle/ai bambine/i ospiti, mentre il progetto “Sostenere la genitorialità” di lavorare con le madri sulla loro capacità genitorialità, in modo tale da offrire un miglior sostegno alle necessità delle/i loro figlie e figli, incrementando il loro benessere riconoscendo la madre come soggetto attivo e protagonista di scelte. I progetti pur essendo distinti, nella loro aspetto pratico si sovrappongono. I Gruppi di Auto Mutuo Aiuto Ogni anno l’associazione organizza gruppi di auto e mutuo aiuto con i seguenti obiettivi
  1. Conoscersi di più per vivere meglio un rapporto affettivoDare nome, forma e movimento alla sofferenza o al disagio
  2.  Permettere al disagio di essere riconosciuto, accolto, rassicurato e contenuto.
  3. Accogliere e stimolare l’espressione delle emozioni.
  4. Ricevere solidarietà, incoraggiamento e sostegno.
  5.  Dare consapevolezza e rinforzo delle proprie risorse e ritrovare un proprio equilibrio fisico ed emotivo.
  6. Ricevere informazioni.
Consulenza legale Le avvocate, consulenti del Centro, offrono un primo consulto gratuito ed eventualmente avviano le procedure legali concordate solo mandato della donna. Sportello orientamento al lavoro Lo sportello di orientamento al lavoro nasce dall’esigenza di fornire alle donne che, a causa di situazioni di violenza familiare,  o di separazione dal coniuge, hanno necessità di trovare o cambiare lavoro. Presso lo sportello vengono realizzati colloqui di consulenza e orientamento al lavoro e viene offerto supporto per definire le competenze personali, cui segue un accompagnamento al lavoro. La fase  di orientamento, è centrata sulla persona, aiutando ogni donna ad analizzare, capitalizzare e accrescere il proprio potenziale. Vengono, inoltre, analizzate le competenze attraverso una ricostruzione delle esperienze scolastiche e formative e di quelle maturate con l’esperienza.  L’obiettivo è, innanzi tutto,  di permettere la valutazione delle potenzialità, delle conoscenze e delle esperienze tecniche e professionali, poi aiutare l’individuazione di campi professionali in relazione alle caratteristiche personali, per effettuare una scelta pertinente, ed infine l’identificazione di percorsi che permettono un accrescimento delle capacità personali. Vengono infine fornite le informazioni sui corsi a disposizione sul territorio per offrire la possibilità di incrementare le proprie competenze. E’ possibile accedere allo sportello previo appuntamento. Obiettivi dello sportello
  • Promuovere e facilitare l’inserimento sociale e lavorativo delle donne che hanno subito violenza fisica, sessuale,  psicologica e costrizione economica.
  • Sensibilizzare il territorio comunale, nello specifico istituzioni locali, enti ed aziende, sul tema della violenza alle donne nell’ottica della domanda/offerta di lavoro.
  • Avviare un processo di comunicazione, sensibilizzazione ed informazione tra gli operatori coinvolti nella prevenzione e risoluzione delle problematiche legate alla violenza perpetrata contro le donne.
  • Creare opportunità di scambio e di comunicazione tra gli operatori/operatrici della formazione professionale ed operatrici/volontarie del Centro Antiviolenza per attivare nuove modalità di dialogo e collaborazione, nonchè messa in rete dei differenti contesti operativi.
Informazione sulla violenza L’associazione realizza convegni e dibattiti pubblici per riflettere, far conoscere la propria esperienza e comunicare i dati sulla propria attività. Formazione Vengono organizzati corsi di formazione diretti a :
  1. Forze dell’ordine
  2. Servizi sociali
  3. Operatori socio-sanitari
  4. Alunni e insegnanti scuole di ogni ordine e grado
  5. Nuove volontarie
Centro di documentazione All’interno dell’associazione è a disposizione un centro di documentazione con possibilità di prestito esterno di testi specializzati sulla storia delle donne e sulla tematica della violenza a donne e minori.