2001 - Come siamo oggi
L'anno appena trascorso e' stato forse uno dei piu' ricchi,
si sono realizzate moltissime iniziative, siamo di nuovo cambiate,
ci siamo ingrandite, abbiamo messo in campo maggiori risorse
sia umane che economiche e si sono visti i risultati.
Ma ecco che nascono i nuovi progetti per il 2002 perche' ormai
si e' messo in moto un meccanismo che sara' impossibile arrestare.
Concentriamoci sull'anno passato.
Vi raccontero' tutte le manifestazioni, tutte importanti, tutte
coinvolgenti anche se quella che mi e' rimasta maggiormente
nel cuore e quella dedicata a Giovanna.
La vicenda di questa giovane donna che ha subito violenza da
un gruppo di coetanei ci ha segnato tutte il modo indelebile.
La storia di Giovanna ha scosso ognuna di noi, ci ha portato
in un territorio pericoloso dove l'emozione ha preso piu' volte
il sopravvento sulla razionalita' che ci eravamo spesso imposte.
Fare qualcosa di concreto, manifestare e raccogliere fondi per
le sue spese legali ci ha permesso di sentirci meno impotenti
di fronte a un tale orrore, anche se ad oggi mi chiedo ancora
se c'era qualcosa d'altro che potevamo fare, se esiste un modo
per superare un momento cosi' difficile, se l'aiuto che si puo'
fornire a una donna come Giovanna significhera' qualcosa nella
sua vita futura.
I dubbi ci aiutano a crescere e io credo sia vero.
Il 2001 e' stato anche l'anno della collaborazione e della formazione.
Questo e' a mio avviso un grande traguardo.
Partecipare a convegni, incontri, conferenze, in qualita' di
relatrici ma anche e soprattutto di auditrice, mi fa pensare
che c'e' un movimento importante sul tema della violenza.
Parlatene male o bene purche' se ne parli !
Il tema della violenza familiare e' di per se un argomento che
tende a coprirsi, a chiudersi, a rimanere all'interno delle
mura domestiche. I panni sporchi che si lavano in casa sono
nel profondo di tutte le nostre coscienze.
Il pericolo e' che si ripiombi nell'anonimato, che il problema
della violenza torni a far parte di quei peccati inconfessabili,
di quelle croci che ognuno deve portare per se.
Si e' lavorato anni sul tema della denuncia e della condivisione
del problema nella convinzione, fondata, che una volta detto
a noi stesse, sarebbe stato piu' facile chiedere aiuto e parlarne
agli altri.
Quindi mi e' piaciuto il 2001, con il seminario con titolo "Abuso
e maltrattamento all'infanzia e all'adolescenza. Dalla sofferenza
all'intervento" promosso dalla Procura, la Questura, il
Provveditorato agli studi e l'Azienda Unita' Sanitaria Locale
di Ravenna. Scopo del seminario e' stato quello di creare una
modalita' di lavoro integrato fra i professionisti coinvolti,
cosi' da realizzare un intervento unitario e multiprofessionale,
potenziando il lavoro di rete fra le aree sanitaria, sociale,
giudiziaria, scolastica e tutte le strutture che si occupano
di minori.
Altro convegno che Linea Rosa ha organizzato insieme all'Associazione
di Bioetica dal titolo "Il diritto all'integrita' fisica
: una questione aperta nella societa' multietnica", e'
servito ad approfondire il discorso intorno al problema delle
mutilazioni genitali femminili che coinvolge da vicino anche
il nostro paese mediante il fenomeno dell'immigrazione.
Il 25 maggio e' stato presentato un cd-rom pensato principalmente
come supporto per chi, nel mondo della scuola, intende approfondire
in chiave didattica il tema della differenza di genere.
Prevenzione quindi che segue la presa di coscienza dell'entita'
del fenomeno.
E' anche questo un passo importante, quando si comincia a parlare
di prevenzione si da per scontato che esiste un problema, e
ci si interroga sulle origini e sui metodi per sconfiggerlo.
Molto strada e' stata fatta dagli anni nei quali si negava il
problema oppure si emarginava come un fatto sociale di scarsa
portata.
Ecco che a fine settembre viene realizzato un altro convegno
dal titolo "La casa nido o prigione". Linea Rosa e
SOS di Faenza lavorano fianco a fianco per questo convegno provinciale
che coinvolge anche gli enti locali.
In questa occasione viene presentato il primo video di Linea
Rosa.
Non avrei mai immaginato che vedere e sentire questo video mi
avrebbe provocato una tale emozione.
Vedere nella stanza piena gli occhi fissi su immagini e dati
che illustravano la strada che avevamo percorso insieme mi ha
fatto cercare lo sguardo delle altre.
Davvero ragazze, quelle siamo noi ?
Davvero siamo riuscite a fare tutto questo ?
Non sono riuscita a incontrarlo perche' avevano tutte il mio
stesso sguardo incredulo e orgoglioso.
E' allora mi sono detta, speriamo che questo video riesca a
risvegliare la stessa emozione in chi deve decidere del futuro
delle associazioni e dei centri e di chi deve sostenerne i progetti.
Perche' noi siamo la dimostrazione pratica che con la passione
e la determinazione si puo' fare tanta strada.
Siamo partite con idee, tante e confuse, ma strada facendo ce
le siamo chiarite eccome, abbiamo stabilito le priorita' per
le quali lottare e in molti hanno provato a farci cambiare idea.
Una cosa vorrei piu' di ogni altra adesso, riuscire a trasmettere
a tutte le socie che negli anni si sono fuse con il gruppo originale,
lo stesso orgoglio che io provo in questo momento.
Vorrei dire loro : il merito e' vostro forse piu' che nostro,
perche' noi siamo partite con l'incoscienza di chi vuole fare
qualcosa per gli altri ma non sa esattamente come fare, voi
siete entrate nell'associazione quando gia' il problema era
spinoso, quando gia' essere operatrici richiedeva un impegno
enorme.
Si, vi concedo che non avete provato l'emozione di non avere
un pezzo di carta su cui scrivere, o di elemosinare una fotocopia
o di imbiancare le pareti di uno sgabuzzino per trasformarlo
in un ufficio, tanti errori li avevamo gia' commessi e tante
esprienze erano gia' compiute, ma non per questo il vostro ruolo
e' meno importante, ognuna di voi ha portato una ricchezza che
altrimenti non avremmo avuto, e se per caso vi sembra poco sappiate
che io credo che proprio grazie a voi, noi abbiamo ritrovato
nuove energie, e nel raccontarvi il nostro passato mi sono riconciliata
anch'io con gli errori che abbiamo commesso.
So come vi sentite certe volte, ma so anche che adesso ci sono
strumenti e opportunita' cosi' importanti che non importa chi
le ha ottenute, vanno incentivate, incrementate e onorate per
rispetto alla lotta che e' servita per ottenerle. Non per questo
valgono di piu', ci sono e tutte noi e le nuove che verranno
abbiamo il dovere di riconoscerne il valore.
Da quanto tempo camminate con noi, un mese, un anno, due
.
non credo che importi. Ci sono donne che hanno percorso insieme
solo pochi metri ma che non abbiamo mai dimenticato e che hanno
dato un significato al nostro lavoro.
Allora diciamoci la verita' l'importante e' la qualita' e non
la quantita' del tempo che stiamo insieme, e' quanto ci crediamo
e quanto vogliamo bene a questa creatura.
Io all'inizio l'ho paragonata a un figlio, siamo indulgenti
quando sbaglia e riconosciamone i meriti, perche' si sa le mamme
diventano cattive quanto qualcuno vuol fare del male alle loro
creature.
Ma soprattutto, prendiamoci tutte le nostre responsabilita',
chiediamoci sempre cosa non abbiamo fatto e cosa dovremmo fare
per migliorare le cose.
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