Per i nostri 10 anni
di Monica Vodarich
(vicepresidente e socia fondatrice dell'associazione)

1997 - Voglia di casa
Quell'anno lo ricordo come un anno di grande fermento. Venivamo come sapete da un convegno Nazionale che aveva innescato tutta una serie di contatti di progetti e soprattutto di confronto che proseguiva a ritmo serrato.
Un progetto importante fu "Citta' Sicure" promosso dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con le associazioni di varie citta' fra le quali la nostra.
Il progetto aveva lo scopo di realizzare un'indagine statistica, qualitativa e quantitativa sulla violenza alle donne nella nostra regione.
L'importanza del progetto a mio avviso fu che in quell'occasione le istituzioni furono costrette a fare i conti con le "dimensioni" del problema violenza. Non un parlare astratto ma una serie di dati e situazioni che richiedevano una soluzione politica. I dati raccolti a Ravenna furono altresi' utilizzati per interagire con le amministrazioni locali ed evidenziare la necessita' della creazione di una casa rifugio anche sul nostro territorio.
I dati del centro di prima accoglienza ci raccontavano tante cose e ci indicavano nuove strade da seguire, ma ci confermavano soprattutto che era assolutamente necessario dare un seguito all'accoglienza con l'ospitalita' in un luogo protetto dove la donna potesse maturare e sviluppare nuovi progetti di vita e la consapevolezza del proprio desiderio di uscire dalla violenza.
"Uscire dalla violenza si puo'" si intitolava il convegno del 95, ebbene per uscire dalla violenza la donna doveva disporre di quanti piu' strumenti possibili.

Pensavamo alla casa ma anche nel 97 non trascurammo tutte le manifestazioni che ci potevano fornire visibilita' nei confronti della citta'.
Ancora molte donne non conoscevano Linea Rosa, o semplicemente non sapevano che tipo di aiuto potevano ottenere all'interno della stessa.
Si fecero quindi i corsi di formazione per le nuove volontarie, promozione in manifestazioni varie e soprattutto le uova d'arte che continuavano ad interessare e a fornire linfa vitale nelle casse dell'associazione.
Quell'anno madrina speciale fu Franca Rame che partecipo' all'asta garantendo un particolare spessore alla manifestazione.
Il compleanno dell'associazione vide la partecipazione di moltissime persone a questo ci diede la misura della simpatia che veniva riservata a Linea Rosa.
Alessandra vi raccontera' come nel 1998 si arrivo' alla convenzione per la gestione di una casa rifugio, lei lo ricordera' con maggiore precisione perche' ne e' stata la principale artefice, io vi descrivero' solo la mia emozione il giorno che siamo andate a visitare l'appartamento che sarebbe divenuto la casa rifugio a indirizzo segreto.
Eravamo piene di teorie su come doveva essere, su dove doveva essere, su come era meglio strutturarla, su regolamenti, organizzazione, e quant'altro avevamo avidamente assorbito nei corsi di formazione ai quali avevamo assistito.
Tutta la teoria del mondo non poteva aiutarci in quel preciso momento nel quale abbiamo aperto la porta dell'appartamento. Giravamo per le stanze e io le immaginavo calde e piene di bambini, un po' in disordine ma ricche di storie che aleggiavano sopra la nostra testa.
Un senso di enorme responsabilita' mi ha colto alla sprovvista. E un senso di enorme soddisfazione, ce l'abbiamo fatta, ho pensato. Mi sono venute in mente tutte le donne alle quali abbiamo dovuto dire "mi dispiace" non sappiamo come e dove ospitarti. Mi sono passare davanti agli occhi le immense opportunita' che poteva offrire una casa rifugio.

Mi sono venute in mente tutte le socie con le quali abbiamo passato sere intere a teorizzare su come sarebbe stato bello se…..
Non credo servano altre parole, se solo una volta nella vita avete sognato e alla fine il sogno si e' realizzato, allora potete capire il tipo di emozione della quale vi sto parlando.
Non voglio rubare spazio ad Alessandra che ha il privilegio di raccontarvi il 1998.

1999 - Abbiamo la casa!

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