Con "violenza familiare" s'intendono
quelle violenze che accadono generalmente all'interno della casa e
vengono agite da persone con cui normalmente si convive; queste, nella
grande maggioranza dei casi, sono uomini: padri, mariti, fidanzati,
conviventi, ex partner, fratelli, figli.
La violenza domestica si presenta generalmente come una combinazione
di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica e a volte spirituale.
La violenza agita dal partner all'interno della famiglia si presenta
come l'insieme di comportamenti che tendono a stabilire e a mantenere
il controllo sulla donna e a volte sulle/i figlie/i. Si tratta di
vere e proprie strategie finalizzate ad esercitare potere sull'altra
persona, utilizzando modalità di comportamento diverse come
ad esempio l'uso di violenza fisica, oppure le minacce, gli insulti,
la svalorizzazione, la denigrazione. Il potere e il controllo può
essere esercitato anche attraverso la costrizione all'isolamento,
il divieto di disporre di risorse economiche, l'obbligo a rapporti
sessuali non voluti.
Tutte queste, sono forme di violenza diverse ma fra loro strettamente
connesse e vengono usate per controllare e condizionare le azioni
della donna con il risultato dell'instaurarsi di un clima costante
di tensione, di paura e di minaccia.
In genere la violenza si insedia all'interno della coppia in una maniera
progressiva ma la crescita della violenza stessa non viene vista dall'interno;
infatti spesso è col tempo che la donna si accorge che questa
crescita esiste. All'inizio spera che le minacce, le aggressioni e
le violenze costituiscano un fatto isolato, inoltre l 'autore di violenza,
se da una parte cerca di convincere la donna che la colpa è
sua dall'altra fa continue promesse di cambiare. A questo punto la
donna si sente responsabile del comportamento del suo convivente,
sporgere denuncia equivarrebbe a tradirlo e ciò la induce a
mantenere il segreto. Molte donne picchiate infatti continuano a sostenere
il loro aggressore e questo indica legami affettivi di dipendenza,
di introiezione di modelli gerarchici e tradizionali fortemente assimilati.
Ma in genere la violenza si aggrava e la sua frequenza tende ad aumentare
col tempo.
La donna, così, perde sempre più fiducia e stima in
se stessa; credere infatti che la situazione non possa cambiare porta
la donna a vivere sentimenti di umiliazione, perdita di identità
e la sensazione di non potersi sottrarre al potere dell'altro.
Subire violenza è quindi un'esperienza traumatica che produce
effetti diversi a seconda delle persone che ne sono vittima. Ciascuna
donna reagisce ad essa in modo diverso, ma tutte soffrono della situazione
di isolamento e indifferenza sociale. Conoscerne le conseguenze può
aiutare a capire perché una donna si comporta o reagisce in
un certo modo.
La violenza domestica produce, come ogni evento traumatico, cambiamenti
profondi e a lungo termine che portano al venir meno dell'equilibrio
interiore. L'immagine di sé è caratterizzata da un senso
di impotenza ed incompetenza, dal considerarsi non meritevoli dell'affetto
producendo così un basso livello di autostima e molta insicurezza.
Il desiderio più grande è che la violenza finisca ma
questo si accompagna spesso a sentimenti molto ambivalenti.
A fronte di ciò è nata Linea Rosa per cercare di dare
una risposta concreta al problema della violenza alle donne in qualsiasi
forma essa si presenti, fornendo a queste aiuto e sostegno ed utilizzando
la relazione tra donne come elemento fondamentale per valorizzare
e rafforzare il proprio genere.
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